Percorso- Procedi costeggiando il Lago di Iavorra (tenendolo sulla tua destra) 0,6 km.
- Svolta a sinistra e prosegui per 1,1 Km fino alla Masseria abbandonata di Monsignore.
- Svolta a sinistra e scendi per 90 m.
- Svolta a destra e prosegui per 400 m. Ti trovi alla Gravina di Monsignore.
Totale parziale: 2,3 km circa 9 min.
Puoi procedere a piedi lungo il sentiero che porta al fondo della lama, per un breve tratto, fino alle grotte (1) che troverai sulla dx.
La “Gravina di Monsignore” è una una lama, ovvero un profondo solco di erosione dal fondo piatto e dalle pareti ripide (alte anche 25m), scavato nei calcari cretacei della scarpata murgiana. Nella macchia mediterranea a Leccio e Olivastro, alta e molto fitta, che per la particolare orografia ha potuto svilupparsi in maniera indisturbata, vi trovano rifugio uccelli e rapaci, oltre che faine, volpi e donnole. Di particolare nella Gravina di Monsignore sono visibili anche i segni del carsismo ipogeo: La Grotta di S. Antonio (1), un sistema di tre tunnel che si addentrano nelle rocce, ad andamento orizzontale per un massimo di 125 m, regalando, in alcuni punti, la vista di interessanti concrezioni.
Tutta l'area è di notevole pregio paesaggistico.
Nelle vicinanze, in contrada Carbonelli, vi è la grotta di San Michele (3).
MASSERIA DI MONSIGNORE (2)La struttura della masseria di Monsignore oggi versa in una condizione estremamente pericolante, nonostante la sua importanza storico architettonica; la sua edificazione è fatta risalire al Vescovo F rancesco Maria Sforza, nel 1604. Sovrasta la gravina che si apre al di sotto della struttura (Giannuzzi V. S., 2005)